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.. ѕεмряε ѕсомоδα ..сні иои мі νεδε рεиѕα δі ѕтαяε αℓ сомαиδо мα φυαиδо ѕто δіεтяо ε' рεяснε' ѕто δорріαиδо!!! 13 SeTTeMBRe 2008 programma eventi
- Piazza De Nava Esibizioni danza - classica liscio Special Guest Klaydi di “Amici” (En Funky) - Piazza Indipendenza - Scalinata Teatro Cilea - Lido Comunale - Corso Garibaldi - Piazza Orange - Piazza Italia - Via Miraglia - Pineta Zerbi - Arena Ciccio Franco - Via Filippini - Piazza Carmine - Tempietto - Lungomare - Pinacoteca - Museo - Villa Zerbi - Via Orange - Castello Aragonese - Piazza Duomo - Mura Greche - Villa Comunale - Piazza S. Agostino - Piazza Garibaldi BuoNa PaSQuaE’ la sera di un venerdì qualunque e stai guidando verso casa tua. Sintonizzi la radio. Il notiziario racconta una storia di poca importanza: in un paese lontano sono morte 3 persone di un’influenza che non si è mai vista. Non ci badi molto...
Il lunedì, senti che non sono più 3, ma 30.000 le persone morte sulle colline remote dell’India. Addetti al controllo delle malattie degli U.S.A. sono andati ad investigare…
Il martedì è già la notizia più importante in prima pagina del quotidiano, perché non solo riguarda l’India, ma anche il Pakistan e l’Iran e presto la notizia è in tutti i notiziari… .la stanno chiamando “L’influenza Misteriosa” e tutti si domandano: “Come la controlleremo ?”
Intanto la notizia sorprende tutti. L’Europa chiude le sue frontiere, non ci saranno voli verso la Francia dall’India, né da nessun altro paese nel quale si sia manifestata la malattia. Riguardo la chiusura delle frontiere stai vedendo le notizie quando ascolti la traduzione di una donna, in Francia: dice che c’è un uomo all’ospedale che sta morendo a causa dell’Influenza Misteriosa.
C’è panico in Europa. La stampa dice che quando hai il virus, è da una settimana e non te ne rendi conto. Dopo hai 4 giorni di sintomi orribili e muori. L’Inghilterra chiude anche le sue frontiere, però è tardi, passa un altro giorno e il presidente degli U.S.A. chiude le frontiere ad Europa e Asia, per evitare il contagio nel paese, finchè non si trovi la cura…
Il giorno seguente la gente si riunisce nelle chiese a pregare. Entra qualcuno dicendo: “Due donne sono morte a New York. In poche ore, sembra che la cosa invaderà tutto il mondo. Gli scienziati continuano a lavorare per trovare l’antidoto, però non funziona niente!!!”
All’improvviso arriva la notizia attesa: si è decifrato il codice del DNA del virus: si può creare l’antidoto. Si richiede il sangue di qualcuno che non sia stato infettato e di fatto in tutto il paese corre l’invito che tutti vadano all’ospedale centrale perché gli si esegua un esame del sangue.
Vai volontario con la tua famiglia , domandandoti: “Che succederà? Sarà questa la fine del mondo ?...”
All’improvviso il dottore esce gridando un nome che ha letto nel suo quaderno. Il più piccolo dei tuoi figli è accanto a te, ti afferra la giacca e dice: "Papà! questo è il mio nome...!"
Prima di poter reagire si stanno portando via tuo figlio e gridi: “Aspettate!”…e loro rispondono: “va tutto bene, il suo sangue è pulito, il suo sangue è puro. Crediamo che abbia il tipo di sangue giusto!”
Dopo 5 lunghi minuti escono i medici piangendo e ridendo. E’ la prima volta che vedi ridere qualcuno da una settimana a questa parte. Il dottore più anziano ti si avvicina e dice: “Grazie Signore! Il sangue di suo figlio è perfetto, è pulito e puro, possiamo creare l’antidoto contro questa malattia…”
La notizia corre per ogni dove, la gente sta pregando e ridendo di felicità. Nel frattempo il dottore si avvicina a te e a tua moglie e dice: “Possiamo parlare un momento?... Non sapevamo che il donatore sarebbe stato un bambino cosicché abbiamo bisogno che firmiate questo modulo per darci il permesso di usare il suo sangue”.
Mentre stai leggendo il documento ti rendi conto che non hanno precisato la quantità che hanno bisogno e domandi: “Quanto sangue?...” Il sorriso del dottore scompare e risponde: “Non pensavamo che fosse un bambino. Non eravamo preparati! Ci serve tutto!!!” Non puoi crederci e cerchi di rispondere : “ Ma, ma…”
Il dottore continua ad insistere: “ Lei non capisce, stiamo parlando della cura per tutto il mondo. Per favore firmi, ci serve… tutto.”… Tu domandi: “ Ma non potete fargli una trasfusione?”. Segue la risposta: “Se avessimo sangue pulito potremmo… Firmerà? Per favore!... Firmi!...”
In silenzio e senza potere sentire le stesse dita che reggono la penna nella mano, firmi.
Ti chiedono: “Vuole vedere suo figlio ?” Cammini verso l’ambulatorio dove tuo figli è seduto sul letto dicendo: “Papà, Mamma! Che succede?!”. Prendi la sua mano e gli dici: “Figlio, tua mamma ed io ti amiamo e mai lasceremmo che ti succedesse qualcosa che non fosse necessario, lo capisci questo?” E quando il dottore ritorna e ti dice: “Mi dispiace ma dobbiamo iniziare, la gente di tutto il mondo sta morendo…” Puoi andartene?... puoi girare le spalle a tuo figlio e lasciarlo lì?... mentre lui ti dice: “Papà, mamma perché mi state abbandonando?”...
La settimana seguente quando fanno una cerimonia per rendere omaggio a tuo figlio, alcune persone restano a casa a dormire, altre non vengono perché preferiscono andare a passeggiare o a vedere la partita di calcio e altre vengono alla cerimonia con un sorriso falso fingendo che gli importa.
Vorresti fermarti e gridare: “Mio figlio è morto per voi… non vi interessa?”...
Forse questo è ciò che Dio vuole dire: “Mio figlio Gesù è morto, e non sanno quanto li amò!” E’ curioso quanto sia semplice per la gente escludere Dio e dopo domandarsi perché il mondo vada di ma le in peggio. E’ curioso come noi crediamo a tutto quello che leggiamo nel giornale, ma mettiamo in dubbio ciò che dice il Vangelo. E’ curioso come ognuno vuole andare in cielo argomentando che non deve credere, pensare, dire, o far niente di ciò che dice il Vangelo. E’ curioso come qualcuno dica: “Io credo in Dio”, ma con le sue azioni mostra che segue altri dei. E’ curioso come qualcuno può essere tanto acceso da Cristo di domenica, ma essere un cristiano invisibile il resto della settimana. E’ curioso come mi preoccupo di più per quello che la gente pensa di me che per quello che Dio possa pensare di me… E’ CURIOSO, VERO ?........
Con tutto il mio cuore Buona Pasqua!
BuoN CoMPLeaNNo!piccolo pensiero per te:
mille colori, mille luci...
mille e mille giorni ancora
sempre insieme a te!
buon compleanno amore mio!
ti amo... DiFFeReNZe...Per Cristina e Antonio
AMICI: non ti chiedono mai del cibo. AMICI VERI: sono la ragione del perchè non c'è più da mangiare a casa tua!!! AMICI: chiamano i tuoi genitori signora/signore. AMICI VERI: chiamano i tuoi genitori per nome. AMICI: ti fanno uscire dalla prigione e ti dicono che quello che hai fatto era sbagliato. AMICI VERI: sono seduti nella prigione con te e ti dicono: "cazzo.... abbiamo fatto una cagata...! però è stato divertente!" AMICI: non ti vedono mai piangere. AMICI VERI: piangono con te!!!! AMICI: si fanno prestare delle cose e dopo pochi giorni te le restituiscono. AMICI VERI: si tengono quelle cose per tanto tempo che si dimenticano che sono cose tue!!!! AMICI: sanno alcune cose di te. AMICI VERI: possono scrivere un intero libro su di te!!!!! AMICI: ti voltano le spalle se lo fanno tutti gli altri. AMICI VERI: mandano tutti quelli che ti voltano le spalle a fare in culo. AMICI: bussano alla tua porta principale. AMICI VERI: entrano direttamente in casa gridando " sono a casa " AMICI: sono per un determinato periodo. AMICI VERI: sono per tutta la vita!!!! AMICI: ti tolgono la tua birra dalle mani e ti dicono che ne hai avuto abbastanza. AMICI VERI: ti guardano traballante per tutta la stanza e ti dicono: " CAZZO, DEVI BERE FINO ALLA FINE, LO SAI KE LA BIRRA NON VA SPRECATA!!!". AMICI: parlano male delle persone che parlano male di te. AMICI VERI: mandano quella persona a cagare!!! AMICI: ti scrivono "TVB". AMICI VERI: ti guardano negli occhi mentre ti dicono: "TI VOGLIO BENE"! AMICI: ti mandano un messaggio. AMICI VERI: ti chiamano con l'addebito!!! AMICI: ti invitano in discoteca. AMICI VERI: vengono a prenderti sotto casa, e se non sei pronto, cavoli tuoi...
grazie a Mico, il mio chitarrista preferito!
14 feBBRaio 2008
l'amore è come un sogno che vivi anche quando sei sveglio e un giorno all'anno tutti se ne accorgono: il 14 febbraio. ma questo legame che ci unisce non è l'evento di un giorno ma la favola di sempre. per me ogni giorno è San Valentino, da quando sto con te! ti amo...
iL QuiNTo DeLL'iNFeRNoCosì discesi del cerchio primaio giù nel secondo, che men loco cinghia e tanto più dolor, che punge a guaio. 3 Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: essamina le colpe ne l'intrata; giudica e manda secondo ch'avvinghia. 6 Dico che quando l'anima mal nata li vien dinanzi, tutta si confessa: e quel conoscitor de le peccata 9 vede qual loco d'inferno è da essa; cignesi con la coda tante volte quantunque gradi vuol che giù sia messa. 12 Sempre dinanzi a lui ne stanno molte: vanno a vicenda ciascuna al giudizio, dicono e odono, e poi son giù volte. 15 «O tu che vieni al doloroso ospizio», disse Minòs a me quando mi vide, lasciando l'atto di cotanto offizio, 18 «guarda com'entri e di cui tu ti fide; non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!». E 'l duca mio a lui: «Perché pur gride? 21 Non impedir lo suo fatale andare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare». 24 Or incomincian le dolenti note a farmisi sentire; or son venuto là dove molto pianto mi percuote. 27 Io venni in loco d'ogne luce muto, che mugghia come fa mar per tempesta, se da contrari venti è combattuto. 30 La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta. 33 Quando giungon davanti a la ruina, quivi le strida, il compianto, il lamento; bestemmian quivi la virtù divina. 36 Intesi ch'a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento. 39 E come li stornei ne portan l'ali nel freddo tempo, a schiera larga e piena, così quel fiato li spiriti mali 42 di qua, di là, di giù, di sù li mena; nulla speranza li conforta mai, non che di posa, ma di minor pena. 45 E come i gru van cantando lor lai, faccendo in aere di sé lunga riga, così vid'io venir, traendo guai, 48 ombre portate da la detta briga; per ch'i' dissi: «Maestro, chi son quelle genti che l'aura nera sì gastiga?». 51 «La prima di color di cui novelle tu vuo' saper», mi disse quelli allotta, «fu imperadrice di molte favelle. 54 A vizio di lussuria fu sì rotta, che libito fé licito in sua legge, per tòrre il biasmo in che era condotta. 57 Ell'è Semiramìs, di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa: tenne la terra che 'l Soldan corregge. 60 L'altra è colei che s'ancise amorosa, e ruppe fede al cener di Sicheo; poi è Cleopatràs lussurïosa. 63 Elena vedi, per cui tanto reo tempo si volse, e vedi 'l grande Achille, che con amore al fine combatteo. 66 Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille ombre mostrommi e nominommi a dito, ch'amor di nostra vita dipartille. 69 Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito nomar le donne antiche e ' cavalieri, pietà mi giunse, e fui quasi smarrito. 72 I' cominciai: «Poeta, volontieri parlerei a quei due che 'nsieme vanno, e paion sì al vento esser leggieri». 75 Ed elli a me: «Vedrai quando saranno più presso a noi; e tu allor li priega per quello amor che i mena, ed ei verranno». 78 Sì tosto come il vento a noi li piega, mossi la voce: «O anime affannate, venite a noi parlar, s'altri nol niega!». 81 Quali colombe dal disio chiamate con l'ali alzate e ferme al dolce nido vegnon per l'aere, dal voler portate; 84 cotali uscir de la schiera ov'è Dido, a noi venendo per l'aere maligno, sì forte fu l'affettüoso grido. 87 «O animal grazïoso e benigno che visitando vai per l'aere perso noi che tignemmo il mondo di sanguigno, 90 se fosse amico il re de l'universo, noi pregheremmo lui de la tua pace, poi c'hai pietà del nostro mal perverso. 93 Di quel che udire e che parlar vi piace, noi udiremo e parleremo a voi, mentre che 'l vento, come fa, ci tace. 96 Siede la terra dove nata fui su la marina dove 'l Po discende per aver pace co' seguaci sui. 99 Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. 102 Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona. 105 Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense». Queste parole da lor ci fuor porte. 108 Quand'io intesi quell'anime offense, china' il viso, e tanto il tenni basso, fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?». 111 Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso, quanti dolci pensier, quanto disio menò costoro al doloroso passo!». 114 Poi mi rivolsi a loro e parla' io, e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri a lagrimar mi fanno tristo e pio. 117 Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri, a che e come concedette amore che conosceste i dubbiosi disiri?». 120 E quella a me: «Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore. 123 Ma s'a conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto, dirò come colui che piange e dice. 126 Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. 129 Per più fïate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. 132 Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, 135 la bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante». 138 Mentre che l'uno spirto questo disse, l'altro piangëa; sì che di pietade io venni men così com'io morisse. 141 E caddi come corpo morto cade. |
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